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Wikileaks: 5 Milioni Di E-mail Stratfor

0 views    posted 27 Feb 2012, 22:21    
WikiLeaks ha cominciato a pubblicare i files dell’intelligence mondiale: più di cinque milioni di e-mail. In Web è possibile leggere il materiali grazie anche al contributo del gruppo hacktivisti Anonymous. Vengono svelati i meccanismi interni di come l’ntelligence fornisce servizi riservati alle grandi aziende, come Bhopal Dow Chemical Co, Lockheed Martin, Northrop Grumman, Raytheon e di agenzie governative tra cui il Department of Homeland Security e ai Marines degli Stati Uniti e l’intelligence statunitense Defense Agency. Nelle e-mail ci sono prove di come avvengono alcuni pagamenti e riciclaggi oltre a tecniche e metodi psicologici messi in atto.

Il materiale contiene informazioni privilegiate sugli attacchi del governo degli Stati Uniti contro Julian Assange e WikiLeaks. Ci sono più di 4.000 messaggi di posta elettronica che citano WikiLeaks e Julian Assange. I file dell’ intelligence mondiale espone come lo Stratfor ha reclutato una rete globale di informatori che sono pagati con i conti delle banche svizzere con carte di credito pre-pagate. Stratfor ha un mix di informatori occulti che comprendono dipendenti statali, personale dell’ambasciata e giornalisti di tutto il mondo.

Puoi visionare le release dei files a questo indirizzo: http://wikileaks.org/gifiles/releasedate/2012-02-27.html

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Quanto segue qui sotto: 27 febbraio, 18:18 Fonte ANSA

Il sito Wikileaks ha annunciato di aver cominciato la pubblicazione di più di cinque milioni di email della società privata americana di intelligence Stratfor. La corrispondenza è stata ottenuta illegalmente, probabilmente a seguito dall’hackeraggio compiuto nel dicembre scorso ai danni della ditta dal gruppo di pirati informatici Anonymous.

Le email, che vanno dal luglio 2004 al dicembre 2011, secondo un comunicato di Wikileaks rivelerebbero l’uso da parte di Stratfor di “reti di informatori, strutture per il pagamento di tangenti, tecniche di riciclaggio del denaro e metodi psicologici”.

“Nella lista degli informatori di Stratfor figura un ambasciatore italiano presso uno Stato africano”, ha detto la giornalista dell’Espresso Stefania Maurizi intervenendo alla conferenza stampa organizzata da WikiLeaks al Frontline Club di Londra. “Non sappiamo quale sia il rapporto esistente fra questo ambasciatore e la compagnia americana”. L’Espresso è uno dei media partner di Wikileaks, ed ha contribuito alla pubblicazione dei file odierni, così come quelli del cablegate.

“Oggi WikiLeaks inizia a sollevare il velo sulle vite private e menzogne private delle spie private”. Lo ha detto Julian Assange alla conferenza stampa indetta al Frontline Club di Londra per presentare la pubblicazione delle mail della Stratfor. “Ci troviamo di fronte al fiorire di una forma di intelligence privata ma senza che ci siano contrappesi per tenerla sotto controllo”.

La Coca Cola usò i servizi della Stratfor per monitorare gli attivisti della Peta – lega USA per la protezione animali, ndr – in relazione alle olimpiadi di Vancouver del 2009″, ha detto Assange. “Il vicepresidente della Stratfor ha offerto alla Coca Cola accesso ai file classificati dell’FBI sulle strategie e le attività dei militanti della Peta”.

“I documenti mostrano come lavora un’azienda privata di intelligence e come questa prenda di mira individui per conto dei suoi clienti pubblici e privati”, aggiunge la ong nella nota. Wikileaks afferma di avere le prove dell’esistenza di legami confidenziali fra Stratfor e aziende come l’indiana Dow Chemical di Bhopal e l’americana Lockheed Martin, oltre che con agenzie governative americane, fra le quali il Dipartimento di stato, la sicurezza interna, il corpo dei Marines e l’agenzia di intelligence per la difesa.

Le email targate Stratfor potrebbero essere state “manipolate, contraffatte, e contenere imprecisioni”, afferma la stessa società di intelligence in una nota, nella quale bolla la mossa del sito di Julian Assange come un tentativo di “intimidirci e costringerci al silenzio”. “Non le autenticheremo, né le commenteremo”, prosegue la nota: “Siamo stati derubati, doverne rispondere (delle email, ndr) significherebbe essere due volte vittime”.

STRATFOR, ISRAELE AVREBBE COLPITO BASI IN IRAN – Commando israeliani assistiti da forze curde avrebbero distrutto in Iran installazioni sotterranee utilizzate per la difesa nazionale e per progetti di ricerca nucleare. Lo afferma una fonte anonima ai responsabili di Stratfor, la società privata di intelligence finita dell’occhio del ciclone con la pubblicazione, ancora parziale, di milioni di email interne della società, che sarebbero state ‘rubate’ dagli hacker di Anonymous. Nello scambio di email, tra cui quella firmata da Chris Farnham, un ‘senior watch officer’ della Stratfor, datata 13 novembre 2011, si fa riferimento alle dichiarazioni del ministro israeliano della difesa Ehud Barak in seguito alla esplosione verificatasi giorni prima in Iran in un deposito di munizioni il 12 novembre 2011.

Basandosi su informazioni raccolte da una anonima fonte – la cui attendibilità è “da verificare” secondo i responsabili della società – l’analista aggiunge i piani israeliani prevedono un attacco all’Iran della durata di sole 48 ore. Sarebbe un attacco talmente distruttivo – aggiunge l’analista – che l’Iran non sarebbe in grado di reagire o di riprendersi, e di conseguenza il suo governo cadrebbe. “E’ difficile immaginare che Hamas o gli Hezbollah cercherebbero di prendere parte al conflitto”.

Secondo la fonte, “al momento attuale non c’é bisogno di un attacco ai programmi nucleari (dell’Iran, ndr) in quanto i commando ne hanno distrutti una parte significativa”. Un eventuale intervento militare sarebbe dunque “legato a ragioni politiche o al prezzo del petrolio”. A trarne vantaggio sarebbero “in particolare Russia e Arabia Saudita”, a causa di un prevedibile aumento dei prezzi del greggio, mentre “Cina ed Europa subirebbero delle perdite”. Wikileaks pubblica anche una email del 7 novembre che menziona valutazioni secondo le quali “gli israeliani hanno già distrutto la intera infrastruttura nucleare iraniana a terra già settimane fa”. Per valutare la attendibilità di questi documenti, un cronista di Radio Gerusalemme ha telefonato all’analista Farnham (il cui numero di telefono è stato pure divulgato da Wikileaks). “Sembrava molto spaventato – ha poi riferito il cronista – e ha preferito troncare la conversazione”.

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homieb10301225 • 28 Feb 2012, 02:59
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